The Kabobo party – The Congolese soul of the Kabobo Expedition
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Inakuja
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L’identità della rana

Sono le 22 e 30 quando, dopo 15 ore di lavoro ininterrotto, Anita spegne la frontale. Ha appena concluso l’ultimo passaggio dell’infinito protocollo richiesto per il primo sequenziamento di Kabobo Expedition. Ora, per sapere se il suo lavoro è andato a buon fine, dobbiamo aspettare altri 20 minuti in cui Massimo, con una tecnologia grande quanto un disco esterno, eseguirà il sequenziamento vero e proprio, non  del genoma ma di un tratto di DNA sufficiente per distinguere una specie da un’altra. Il primo DNA della spedizione appartiene a una rana proveniente da un torrente poco distante dal campo. Una falange è sufficiente a ottenere le informazioni di cui Massimo e Anita hanno bisogno. Il DNA è stato estratto, purificato e amplificato in un’intensa giornata di lavoro, sotto l’imponente mango affacciato sul lago Tanganica dove ieri abbiamo attrezzato il laboratorio da campo. I passaggi sembrano non finire mai e nonostante Anita sostenga allegramente che un protocollo di laboratorio “è un po’ come una ricetta di cucina” si vede che è stanchissima.

La descrizione biologica di Kabobo, obiettivo della spedizione, ha un ruolo importante per la sua tutela. La conoscenza della biodiversità di questa montagna aggiunge valore e peso alla proposta di farne un’area protetta, figuriamoci poi se fossero individuate specie nuove alla scienza, con tutta probabilità endemiche della montagna. Per questo la presenza di Massimo e Anita qui, in uno delle zone più remote del nostro pianeta, immersi nelle loro centinaia di provette, pipette, centrifughe e tecnologie futuristiche ha un significato rivoluzionario. Finora alla ricerca di specie sul campo, al complesso procedimento di estrazione dei tessuti per l’analisi genetica, seguiva un lungo periodo di fatiche, attesa, spese e tempo: i tessuti andavano esportati dal paese di prelievo, trasportati in un grande laboratorio dove essere analizzati, in coda a molti altri, con tecnologie costosissime. Qui, tutta la filiera, dalla ricerca degli animali sul campo al loro riconoscimento genetico, si concluderà sotto questo mango. Indagare l’identità di una specie leggendo nell’intimo più profondo della sua natura ha già di per sé un significato straordinario, poterlo fare in tempo reale sul campo è sorprendente.

Due anni fa lo stesso team aveva testato per la prima volta la tecnologia da campo in una foresta della Tanzania, da li, grazie a un collegamento online la prima sequenza di un anfibio fatta sul campo era stata spedita in Italia. Ma questa volta si fa un passo in più: l’obiettivo della spedizione è quello di completare il procedimento di sequenziamento completamente offline e su animali diversi come rettili, anfibi e mammiferi, compreso il pangolino la cui pelle era stata regalata ad Anita qualche giorno fa.

Guardiamo con ansia lo schermo del computer di Massimo cui è attaccato il Minion, la tecnologia a nanopori sviluppata da Oxford Nanopore Technologies in grado di sequenziare, in pochi minuti centinaia di migliaia di tratti di DNA. Se il software parte, le 15 ore di Anita si trasformeranno nel primo nome di specie di Kabobo Expedition. Vortex

Il software parte! Noi esultiamo, Anita si commuove. Quando tutti i frammenti di DNA saranno decodificati, un procedimento detto blasting permetterà di confrontarle con quelle presenti in GeneBank, la grande banca dati che contiene tutte le sequenze genetiche finora pubblicate. Il confronto permetterà o di riconoscere la specie o di definire che, in mancanza di una sequenza sufficientemente simile, la specie trovata potrebbe essere nuova.

Risultato? 96% di similitudine con il DNA di Amietia delalandi. Questo significa che la nostra sequenza ha un 4% di differenza con la sequenza più simile quella appunto della delalandi. Da un punto di vista genetico per poter individuare una specie con certezza serve che la differenza sia contenuta entri il  2%.
E quindi o la nostra rana è una delalandi molto diversa dalle altre, il che confermerebbe l’unicità evolutiva di Kabobo o è una specie nuova. Un ottimo inizio!

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